venerdì 23 dicembre 2016

Taglia e cuci con coerenza


Un buon processo di revisione, per portare a un prodotto ultimato convincente, deve basarsi su più fasi.

Inutile partire subito con una rilettura volta alla semplice correzione delle bozze, perché questa storia deve prima di tutto allontanarsi da noi e cominciare a vivere di vita propria. Così come abbiamo fatto decantare la scaletta prima di iniziare a scrivere, dobbiamo difatti abbandonare il nostro testo per qualche tempo prima di rimetterci mano.

Una volta che saranno passate alcune settimane, potremo rivedere il tutto con un occhio diverso, più critico e distante, e notare tutti quei passaggi in cui ci siamo sentiti troppo coinvolti in prima persona, per esempio esagerando. Lì, dobbiamo smorzare i passaggi e renderli meno artificiosi.

In questi momenti è anche possibile rivedere quanto in un primo tempo ci era parso bello, mentre adesso sentiamo il bisogno di rimetterci mano per rendere le immagini o gli scambi di battute in maniera diversa.

Se avete lavorato con coscienza e seguito la vostra scaletta, non dovreste essere costretti a stravolgere la struttura, ma potrebbe capitare semmai di dover anticipare o spostare un paragrafo, in modo che le dinamiche della narrazione funzionino meglio.

Non lasciatevi però prendere dalla pigrizia: se sentite che qualcosa deve essere sistemato, lo sentiranno anche i lettori, quindi rimboccatevi le maniche e non siate troppo buoni con voi stessi.

Buttate il superfluo, mostrate l'essenziale, eliminate tutte le inutili spiegazioni che avete inserito per l'ansia di non riuscire a farvi capire, togliete tutto quanto da lettori vi annoia. Lasciate che il lettore immagini un po' di cose da sé, insomma, senza dare al contempo niente per scontato.

In questa fase è bene fare attenzione anche ad altri eventuali dettagli che ci hanno preso troppo la mano in fase di scrittura, come piccole incongruenze (le grosse non dovrebbero esserci sfuggite grazie alla scaletta). Meglio tagliare tutto quanto acquista un retrogusto troppo ingenuo e non è utile all'economia del libro, così come sistemare ogni passaggio che possa risultare pesante.

Ricordiamo bene che la sospensione dell'incredulità ci permette di far credere a lettore tutto quello che vogliamo, sopratutto all'interno di un mondo di fantasia, ma tutto questo a patto che la coerenza e la verosimiglianza di questa nostra altra realtà non venga meno e che tutto quadri in modo e maniera da non far cadere le braccia a chi ci sta leggendo. E questo a partire dai più piccoli dettagli, in particolare se siete alle prese con un contesto storico, per esempio. Non date per scontato che nessuno se ne accorga: basta che succeda a uno e la vostra credibilità col passaparola crollerà miseramente. Persino un determinato oggetto o termine linguistico può risultare incongruente e anacronistico. Con questo non voglio dire che gli storici debbano essere scritti con il linguaggio dell'epoca, anzi, sarebbe ridicolo, ma non mettete un cellulare in mano a un barbaro, a meno che non stiate scrivendo un time travel, per intendersi.

Procedete dunque così. Gli ultimi ritocchi, il lavoro di precisione, arriverà in seguito.

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