domenica 4 dicembre 2016

Studiare la grammatica


Non è certo questa la sede per approfondire la teoria grammaticale della lingua italiana. Qualsiasi persona che si accinge a scrivere un testo narrativo dovrebbe averla ben chiara.

Purtroppo non sempre è così e i testi degli esordienti (taluni anche editi) sono spesso infarciti di errori madornali che vanno dalla coniugazione sbagliata dei verbi (soprattutto in presenza di congiuntivo e condizionale) a concordanze erronee persino tra sostantivo e aggettivo, per non dire degli articoli e dei pronomi o addirittura dell'uso dell'h.

Il web fornisce ormai utili fonti per verificare la grafia di un vocabolo quando siamo insicuri, così come per l'utilizzo di accenti e apostrofi, ma in molti si dimostrano poco attenti in riferimento, per esempio, a troncamenti o elisioni, lasciando proprio perdere chi dissemina ovunque "d" eufoniche, pure fra vocali diverse o addirittura davanti a consonante.

Anche se l'autore dimostra di padroneggiare la grammatica, ci troviamo poi spesso di fronte ad altri tipi di errori linguistici, come le ripetizioni e lo scarso uso di sinonimi, per non parlare dell'eccesso di avverbi o aggettivi qualificativi anche quando non sono indispensabili alla narrazione: un modo di scrivere che appesantisce la scrittura e la rende poco fluida.

La punteggiatura poi è un optional, soprattutto negli incisi dei dialoghi, e la musicalità va a farsi friggere con allitterazioni e assonanze che rendono il tutto ridicolo.

Sparatorie di puntini di sospensione e punti esclamativi vanno di pari passo con i refusi, e una sintassi faticosa, con problemi nella coordinazione, rende la scrittura acerba.

Insomma, chi più ne ha più ne metta, in senso negativo.

Eppure basterebbe studiare. Ma si torna sempre a bomba: per l'esordiente medio leggere non importa, basta scrivere e pretendere di essere letti.


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