domenica 18 dicembre 2016

L'impatto iniziale


Una volta sistemate le idee nella scaletta, ultimata la documentazione, scelto lo stile e l'Io narrante, nonché il punto di vista dei nostri personaggi, siamo pronti per partire.
Ma come?

Ecco, mettetevi bene in testa che l'incipit è la parte più importante di un romanzo, perché deve catturare l'attenzione del lettore; per cui dimentichiamoci rami di laghi che volgono a mezzogiorno e paginate di descrizioni che risultavano affascinanti per un lettore dell'800 ma che non sono 'economiche' in fatto di tempo per quello contemporaneo e frenetico. Dobbiamo immediatamente catapultarlo del vivo di un'azione, mostrargli una scena, fargliela vivere, vedere, senza raccontare troppo, bensì 'narrando' l'accaduto, meglio se attraverso dei dialoghi. Il difficile starà nel non dire troppo e subito ma di far capire al tempo stesso in poche righe a cosa andremo incontro.

Sembra facile, ma è difficilissimo, perché si rischia di cadere in due errori opposti: 1) spiegare troppo; 2) dire troppo poco dando per scontato che il lettore ci segua.
Sta al nostro stile e al nostro buon gusto intercettare la giusta via di mezzo.

Il nostro primo impatto, dunque, non dovrà essere né noioso né complicato, altrimenti perderemo subito il nostro lettore, tanto più che la recente pratica di visionare gli incipit gratuiti sugli store permette ai clienti di decidere se acquistare o meno un prodotto a seconda di quanto trasmesso dalle prime pagine. Gli stessi editor - quelli bravi, non i tanti improvvisati che spuntano come funghi - sono in grado di cestinare o meno un testo a partire dall'incipit, perché già dalle prime righe è possibile intuire se l'autore sarà in grado di strutturare al meglio il romanzo, per quanto molti esordienti si inaspriscano di fronte a certe constatazioni proprio perché non studiano e non le comprendono.

Una partenza originale e/o travolgente può insomma intrigare e appassionare il lettore quanto basta per tenerlo incollato alle pagine e costringerlo a proseguire nella lettura della storia.

Ovviamente se l'incipit contiene già errori grammaticali il problema non si pone nemmeno, quindi è importante partire quando siamo in grado di padroneggiare qualsiasi tecnica. La fase successiva sarà quella di non inserire particolari inutili, descrizioni estenuanti o immagini già viste troppe volte per suscitare curiosità (così come del resto dovrà succedere nel resto del libro), e di dare ritmo e velocità al nostro biglietto da visita. Fuori pertanto banalità, ingenuità e inverosimiglianze.

Siate asciutti, diretti, 'mostrate' l'atmosfera e le gestualità senza permettere al lettore di distrarsi, poi avrete tempo in seguito per allentare la tensione. C'è ancora tanto da scrivere...

Nessun commento:

Posta un commento