sabato 19 novembre 2016

Editori preistorici


Negli ultimi anni l'editoria italiana ha compiuto vari sforzi per rimanere al passo con i tempi. La crisi e la bassa percentuale di lettori forti - che non fa onore al nostro paese - già non promettevano bene, e il mercato degli ebook invece di rinvigorire il sistema lo ha insozzato di quantità a discapito della qualità; non solo in riferimento al self, ma anche e soprattutto a causa dei suddetti editori che, per cercare di rimettersi in sesto, hanno buttato nel mucchio chiunque pur di riprendere un minimo da ogni tentativo. E non è che in questo modo la situazione potrà mai migliorare...
Si ragiona in maniera troppo 'vecchia', sia in merito ai supporti sia riguardo le strategie di marketing, e si potrebbero scrivere post fiume sull'argomento (vedi anche Il self publishing nel 2016 e l'era degli anticipi a tre o quattro zeri). Vorrei tuttavia concentrarmi su un particolare che ormai sta facendo cascare le braccia a tutti, ovvero la scarsa credibilità.
Ci sono editori, anche grossi, ormai noti ai più per la poca serietà relativa ai pagamenti e la trasparenza dei rendiconti, e ormai persino le adolescenti che si affidano a Wattpad sanno benissimo che è più conveniente Amazon del grosso editore tal dei tali che ti garantisce solo esperienza e visibilità in cambio di una firma su un contratto per allodole.
Se questi stessi editori si inimicano pure i lettori, è finita. Non è verosimile che ogni giorno scoprano il talento del secolo, né che ogni giorno pubblichino autori che hanno venduto milioni di copie (per quanto ne dicano i loro slogan truffaldini). In questa maniera si portano persino i lettori più fiduciosi a non credere a certe strategie.
Se prima potevamo limitarci a mandare a quel paese le loro proposte editoriali o a decidere di non acquistare un libro banale già dalla sinossi, senza arrivare all'incipit sciatto, adesso possiamo passare oltre a partire dalle fascette.
Prima o poi pure i Direttori che mangiano su tutti si ritroveranno intorno terra bruciata e, a furia di inglobarsi l'uno con l'altro, ne rimarrà uno solo: lo store pagliaio in cui sarà sempre più difficile scovare gli aghi.

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