martedì 29 novembre 2016

Dopo la cellula di Venter


Da quando nel 2010 Craig Venter e la sua squadra di ricercatori hanno costruito la prima cellula sintetica è stato tutto un dibattere sulla vita artificiale.
Il genoma sintetizzato è stato inserito in un batterio, al posto del DNA originale, e la cellula è stata in grado di riprodursi e di tramandare il nuovo programma alla "prole."
I batteri sono vita, quindi la vita adesso può essere creata anche in laboratorio.
In futuro potremmo pertanto avere batteri che compiono qualsiasi azione, dal guarire una malattia al produrre alimenti "replicati."
Tutto questo ovviamente ha scatenato le solite polemiche etico-religiose, che tuttavia lasciano il tempo che trovano (vedi anche il post Per un futuro soprannaturale), anche perché non ci sono dibattiti che reggano gli interessi economici derivanti dall'eventuale perfezionamento di queste tecniche. Se i preti pensano al potere e gli scienziati alla concorrenza, i politici al comando penseranno di sicuro ai soldi.
Perché vedere questi scienziati come i cattivi senza scrupoli dei romanzi di fantascienza se la tecnologia a ben vedere ha sempre portato nuove risorse a costi più bassi per tutti?
Certo, siamo ancora lontani dall'avere delle creature senzienti, ma pensare di abortire sin da adesso non è poi così religioso.

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