lunedì 31 ottobre 2016

La politica dei rimborsi

Chiunque pubblichi ebook sugli store online avrà dovuto scontrarsi con la politica dei rimborsi. In base a una direttiva comunitaria, difatti, i clienti possono usufruire del diritto di recesso entro 14 giorni dall'acquisto, sia sugli articoli materiali, sia su quelli digitali.
L'abuso di questo diritto può però incentivare la pirateria e si tratta sicuramente di una spiacevole esperienza per chi pensava di aver venduto determinati titoli e si ritrova con la vendita non retribuita, immaginando al tempo stesso il furbetto a casa con una copia del libro in mano.
La rabbia scaturisce dal fatto che spesso la faccenda si verifica anche in presenza di ebook a pochi centesimi. Chi non può permettersi un acquisto è in genere educato in modo e maniera da attendere il momento opportuno in cui sarà in grado di effettuarlo, quindi la frustrazione sale al pensiero che si tratti di qualche personaggio viziato che si sente intelligente a derubarvi anche se magari non ha alcun problema ad arrivare a fine mese.
Purtroppo, l'unica cosa che lo store può rispondervi è che un apposito team di verifica prenderà i relativi provvedimenti in relazione ai contatti che senza motivo restituiscono gli acquisti digitali. Alcuni di questi account possono essere chiusi, ma il processo è lungo e complicato.
Certo, i rimborsi sono legittimi in caso di acquisti accidentali, insoddisfazione dovuta a scarsa qualità visiva o contenuti di un libro non corrispondenti alla relativa descrizione; ma spesso c'è chi ci gioca, in assenza di motivazioni convincenti.
Attenzione: queste politiche sono basate su leggi europee, quindi sono una noia per store americani come lo stesso Amazon, che non ne ha alcuna colpa, e che anzi si ritrova esso stesso danneggiato in quanto venditore. 
Aggirare un regolamento europeo per i mercati europei è difficile anche per loro e i miglioramenti proponibili per il futuro sono l'eliminazione del diritto di recesso per i file digitali a basso costo, per tagliare le gambe ai furb... agli stronzi che leggono e restituiscono.
Per il momento, i tecnici possono solo segnalare le lamentele al dipartimento legale, nell'attesa che la politica sui rimborsi venga modificata.
Lamentele che non sono certo poche. Se tutti gli autori che pubblicano in Italia fossero anche capaci di inviare un feedback via mail, probabilmente faremmo prima a modificare il regolamento. Purtroppo, a vedere dai social, ci sono geni della narrativa che non capiscono nemmeno dove si trovi il modulo dei contatti all'interno del proprio account. Ma immaginiamo che per i libri di questi ultimi la richiesta di rimborso per scarsa qualità sia giustificata.

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